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Come rilanciare una fiera. Il caso Condominio Expo


Condomini Expo: Da Fiera Storica a Rassegna Innovativa La trasformazione della Fiera Edilizia di Bergamo in due nuove fiere specializzate, la prima dedicata alla Ristrutturazione ed efficentamento Energetico per il  Condominio e la seconda agli interventi contro il Dissesto Idrogeologico Read more

Come rilanciare una fiera. Il caso Condominio Expo

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Condomini Expo: Da Fiera Storica a Rassegna Innovativa

La trasformazione della Fiera Edilizia di Bergamo in due nuove fiere specializzate, la prima dedicata alla Ristrutturazione ed efficentamento Energetico per il  Condominio e la seconda agli interventi contro il Dissesto Idrogeologico e all’Ingegneria Antisismica, si è rivelato un caso di successo e si attesta tra le “best-practice” di riconversione del tradizionale concetto di fiera.

Bergamo è storicamente la provincia in cui più alta (e qualificata) è la concentrazione di imprese legate al mondo delle costruzioni – sino al 2009 la filiera determinava oltre il 27% del PIL. A partire dal 1987 ogni anno si organizzava EDIL, la Fiera dell’Edilizia di Bergamo, punto di riferimento nazionale per il mercato dei macchinari, delle attrezzature e più in generale di tutte le merceologie legate all’attività operativa in cantiere:  una manifestazione dove i principali produttori mondiali di macchine movimento terra e gru edili, derogando l’accordo sottoscritto con la loro associazione di categoria che imponeva il divieto a partecipare solo a fiere di importanza mondiale (Bauma, Intermat, Samoter), assicuravano la loro presenza, tramite importanti dealer locali, in alcuni casi anticipando la presentazione dei nuovi modelli proprio nell’ambito della rassegna bergamasca.

Questo grazie anche alla centralità di Bergamo rispetto  all’asse Torino-Venezia e alla presenza nella nostra provincia dei più importanti dealer nazionali del settore.

La crisi

La crisi strutturale che colpisce il settore ne ha ridimensionato le potenzialità e dopo un paio di edizioni opache, l’Ente Fiera decide provocatoriamente di chiudere questa storica manifestazione, per favorire una radicale trasformazione dell’iniziativa.

Questo vuoto doveva essere colmato in tempi stretti, sia per offrire agli operatori nuove opportunità di sviluppo, sia per rispondere alle necessità di bilancio dell’Ente Fiera e dell’indotto che non poteva assolutamente perdere questa opportunità.

Contestualmente, anche l’Ente Fiera ha dovuto fare i conti con diverse criticità:

  • drastica riduzione dei volumi delle costruzioni
  • esasperata concorrenza tra le fiere nazionali, a partire da Made Expo e Saie, avviate dopo un significativo ridimensionamento verso la biennalizzazione
  • problemi di coesistenza con le altre fiere organizzate in Lombardia (ancora irrisolti).

 

La strada tracciata era chiaramente quella di trasformare la fiera EDIL in una rassegna dedicata alla ristrutturazione e all’efficientamento energetico, tuttavia, l’ottimo posizionamento di Klimahouse a Bolzano e la connessione con Casa Clima – il principale protocollo di qualità nell’edilizia sostenibile -, limitava progetti e prospettive.

Da sottolineare anche la progressiva perdita di interesse nei confronti dello strumento fieristico da parte delle aziende espositrici nel corso degli ultimi anni. Questo a causa del mercato ristretto delle fiere italiane e dell’indubbio dispendio di energie e risorse che comporta oggi partecipare ad una fiera con allestimenti, marketing, viaggi, ecc. che impegnano la struttura aziendale a più livelli.

Il tutto per un costo contatto giudicato oggi dalle imprese troppo elevato, in un’epoca in cui impera lo slogan “ (-) Meno metri quadri (di stand) (+) Più appuntamenti!”

In questo contesto anche i principali espositori lombardi, pur riconoscendo un valore alla fiera di Bergamo, si erano dichiarati indisponibili a supportare avventure fieristiche che non offrissero una visione quantomeno nazionale e con spunti originali e innovativi.

Parte il progetto: Dall’analisi alla realizzazione

È la fine di gennaio 2014. I tempi stringono ed è necessario comunicare al mercato e ai media che l’esperienza della Fiera dell’edilizia non chiude, ma evolve e si trasforma.

Si avvia quindi un tavolo di lavoro presso la fiera, coinvolgendo gli stakeholder. Le figure apicali delle principali associazioni d’impresa, la Camera di Commercio, università e scuola edile, gli ordini professionali e il sindacato dei lavoratori, attorno ad un nuovo progetto di “Business Matching”.

L’idea è quella di realizzare una nuova rassegna che unisca la flessibilità del Matching di filiera, con una fitta rete di relazioni, offrendo all’espositore spazi adeguati per organizzare workshop e laboratori per la clientela e i professionisti. Il tutto con respiro internazionale, partendo da buyer provenienti da Svizzera – Marocco – Russia. Questo progetto è ancora in fase di sviluppo e non escludiamo si possa realizzare nella primavera del 2016.

Nel frattempo, parallelamente proseguiva il nostro lavoro di ricerca coinvolgendo opinion leader nazionali del settore, attorno all’idea di organizzare una manifestazione – evento specializzato dedicato agli interessi economici legati al “Condominio”. Un mondo non adeguatamente conosciuto che, con le oltre 1.200.000  unità amministrate in Italia rappresenta uno dei principali motori di sviluppo della filiera edilizia e di efficientamento energetico del nostro Paese. Inoltre, il “Condominio” nella società rappresenta la forma di aggregazione sociale più importante dopo quella della famiglia.

Un settore ancora inesplorato dal mercato fieristico nazionale, che offre uno spettro merceologico molto ampio nella filiera delle costruzioni, coinvolgendo a pieno titolo anche il mondo della finanza e  una miriade di nuovi servizi dedicati all’amministratore condominiale.

Così prende corpo l’idea CONDOMINIO EXPO, la fiera-community che vuole contribuire allo sviluppo su larga scala di un progetto di riqualificazione urbana del nostro Paese, capace di mettere in relazione l’utente con il mercato, la finanza e le istiutuzioni nazionali, in perfetta coerenza con una delle principali priorità della Commissione Europea, quella della riduzione delle emissioni e dei consumi energetici, rivalutando il tanto amato “mattone”.

Identificato il tema, non senza significative perplessità da parte di alcune associazioni d’impresa, ci siamo messi al lavoro attorno a questa idea, consapevoli che il mondo del condominio appare oggi l’unica grande opportunità di crescita possibile e diffusa in tutto il Paese per le attività delle MPMI legate alla ristrutturazione edile, all’impiantistica e all’efficientamento energetico, oggi in grande crisi a causa della scarsa domanda e della stretta creditizia.

Il ruolo centrale dell’Amministratore Condominiale

Un altro aspetto non secondario è basato sulla volontà di puntare sulla valorizzazione della qualifica e del ruolo dell’Amministratore Condominiale per lanciare la riqualificazione del patrimonio amministrato in Italia. Una schiera di professionisti (oltre 300mila) che ricopre oggi un ruolo chiave non solo nella gestione ordinaria dei servizi e dei rapporti tra condòmini. Con l’introduzione della nuova normativa, infatti, agli amministratori viene dato anche l’obbligo e la responsabilità di mantenere efficienti e sicuri gli immobili amministrati.

Un’azione molto difficile a causa dell’estrema parcellizzazione del settore e delle associazioni di riferimento che ad oggi non sono ancora riuscite a rendere obbligatoria l’iscrizione ad un albo professionale e un attività formativa abilitante obbligatoria per esercitare.

L’idea di fondo è stata innanzitutto aprire un dialogo concreto con i principali operatori del settore, partendo innanzitutto dal mondo bancario e della finanza, che è fondamentale per avviare qualsiasi intervento di riqualificazione, intuendo che investire sul Condominio rappresenta un’opportunità anche per loro. Le banche non sottovalutano le potenzialità di sviluppo del settore, tuttavia il loro approccio con il condominio è stato spesso segnato da criticità e contenziosi. Questo a causa della estrema litigiosità dei condòmini e dalla scarsa collaborazione offerta dagli amministratori. Tuttavia, se ben organizzato e con il supporto dell’amministratore le banche ritengono interessante finanziare il condominio e soprattutto poco rischioso, considerata la suddivisione del rischio su più soggetti, in gran parte solvibili.

La risposta sin dalla prima edizione è stata molto interessante, tant’è che ben 8 istituti bancari hanno partecipato alla fiera, dedicando plafond specifici per amministratori, imprese, progettisti e reti d’imprese.

Un progetto che si espanderà sicuramente per Condominio Expo 2015, dove si cercherà di agganciare anche la Pubblica Amministrazione Locale e Centrale per cercare di collegare agli strumenti finanziari anche la cessione dell’importo dell’incentivo fiscale sui lavori di ristrutturazione (50 o 65%) effettuati per dare una reale spinta al comparto.

Un altro asset strategico della nuova fiera è rappresentato dalla Pubblica Amministrazione che sta acquisendo sempre maggiore sensibilità su questi problemi, incentivando i lavori, abbassando oneri e alleggerendo le procedure burocratiche. È inoltre chiaro che l’obbligo di abbassare i volumi di CO2 emessi in atmosfera dagli impianti termici, passa per lo più da questi interventi fatti dai privati.

Condominio Expo è quindi anche lo strumento per promuovere un nuovo modo di fare impresa e finanza che nasce dalla progettualità condivisa tra privato, banche e pubblica amministrazione, passando anche attraverso l’accesso a fondi comunitari.

Il rapporto con gli espositori.

Come anticipato, oggi fare fiera significa soprattutto far percepire se non addirittura garantire all’espositore quali e quanti sono i potenziali contatti che potranno avere nei tre giorni di manifestazione e possibilmente anche dopo.

La formula di partecipazione proposta è molto semplice e prevede uno stand preallestito di mq. 16, dotazione chiavi in mano, con la possibilità di organizzare e promuovere anche un workshop o laboratorio dedicato ai clienti prospect, professionisti o installatori. Questo consente così di creare un rapporto interattivo tra espositore e visitatore, formula che è stata molto apprezzata.

A supporto, sono stati organizzati 12 congressi di altissimo livello che hanno accolto 4.000 professionisti dei 4.500 visitatori totali della prima edizione.

Altri due aspetti sono risultati molto importanti nella prima edizione

  • Il primo è stata la possibilità offerta a operatori di diverse filiere di dialogare e fare business tra loro.
  • Il secondo è stato quello di far convergere in un’unica piattaforma gli amministratori condominiali, una categoria difficilissima da raggiungere a causa dell’inesistenza di un albo professionale, di un codice Ateco dedicato nelle Camere di Commercio e neppure una categoria sulle mitiche pagine bianche o gialle.

 

Nonostante i problemi e lo scetticismo iniziale, Condominio Expo 2014 ha visto la partecipazione di oltre 154 espositori e la presenza di 4.000  professionisti, facendo intravedere la nascita di un nuovo Asset strategico per la Fiera di Bergamo e per il mondo economico legato al settore.

Nell’edizione di Condominio Expo 2015, abbiamo fatto tesoro degli spunti emersi nella prima edizione e abbiamo inserito significative novità, correggendo i punti critici, con una nuova impegnativa scommessa: offrire agli espositori un congruo numero di appuntamenti con operatori di loro assoluto interesse, identificati insieme in fase di adesione alla fiera, proiettandoci nell’ottica della Fiera 2.0, in grado di mantenere i mq. espositivi e al tempo stesso aumentare gli appuntamenti per gli espositori.